AZIENDA TESSILE ROMANA – Memorie di un titolare

La storia dell'Azienda Tessile Romana parte da lontano

Mio padre

Non privo di piccole quanto drammatiche crisi nella diversità dei caratteri, lo straordinario rapporto con mio padre è facilmente condensabile in poche semplici parole: io mi fidavo di lui molto più che di me stesso; lui si fidava di me molto più che di sè stesso. Entrambi avremmo scorto le migliori motivazioni dietro i peggiori errori dell’altro, non dubitando mai di noi stessi: il miglior viatico per un figlio dalla giovanile incontenibile vitalità ma bisognoso di certezze e per un padre non più giovanissimo e timoroso della tarda età. Per coloro che non abbiano avuto la fortuna di conoscerlo, papà era unico, quanto di un altro secolo: non so ancora quale. Sempre sorridente, sempre ottimista e colmo di una visione ironica ma non dissacrante della vita ed una spontanea apparente felicità nell’affrontare lavoro, doveri e famiglia; rideva con tutti, ma mai di qualcuno. Nel suo aspetto apparentemente superficiale si nascondevano mostri di terrore che la vita aveva preteso di costringerlo ad affrontare, sottovalutando la sua immensa capacità di schivare qualsiasi cosa seriosa con la consueta ironia; e che solo nei tormenti e nelle visioni degli ultimi mesi di vita sono riuscito a scorgere. Era il tipo che vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno e il cui sorriso piegava il destino che volesse rivelarglisi avverso a più miti pretese con la reale, pratica, intima, totale certezza che nelle pieghe di sciagure apparenti si mascherino sempre migliori prospettive per il futuro. Non è stato solo l’uomo che più ho amato; ancor più è stato quello che più ho stimato fin qui, della mia esperienza terrena. Totalmente disinteressato anche solo al concetto di immagine, quanto di pubblicità, concepiva il lavoro quale strumento di benessere e tranquillità per sè e per chi gli era intorno; nulla più.

Dotato di una generosità a tratti imbarazzante (più volte sono stato richiamato dai direttori di banca perchè mio padre dava la mancia anche ai cassieri!), lo “stile” e il carattere erano propri di un uomo che aveva conosciuto la guerra ed il boom economico e il cui perdurante ottimismo ho saputo salvaguardare in tempi in cui la signorile ingenuità si è iniziata a pagare fin troppo cara. Entrambi eravamo ben coscienti della nostra reciproca indispensabilità. Con i fornitori, giocavamo di coppia, come lui mi raccontò che faceva con suo padre: chiaramente a me spettava la parte del cattivo, che mi sono cucito addosso e che ancora mantengo per rappresentanti e fornitori vecchia maniera, senza avere più lui, celebrato buono, a riscuotere il successo della pantomima.

 

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Le origini parenopee
Le origini partenopee

Nel 1917 mio nonno Achille con i suoi fratelli avviò l'attività a Napoli...

Il trasferimento a Roma

La crisi del 29 mise a terra gran parte delle imprese,specialmente nel meridione...

Il trasferimento a Roma
L'azienda come famiglia
L'azienda come famiglia

La scomparsa di nonno Achille nel 1960 e di zio Tonino nel 1965...

Il secondo trasferimento

La sede di Via Ara Coeli era in affitto dal Partito Comunista Italiano...

Il secondo trasferimento
Io e l'azienda
Io e l'azienda

Dopo la fase giocosa dell'infanzia, iniziai a fare sporadiche apparizioni...

Mio padre

Non privo di piccole quanto drammatiche crisi nella diversità dei caratteri....

Mio padre
L'azienda e la città
L'azienda e la città

Tante le realtà imprenditoriali legate alla confezione uomo-donna...

Oggi e domani

Un secolo di storia è periodo imprenditorialmente lunghissimo....

Oggi e domani